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27/01/07
Tutti pazzi per il fenomeno Eldo la
pallacanestro riscrive la storia
Prima o poi, bisognerà smetterla di
stupirsi. Mettere da parte le espressioni di meraviglia e gli sguardi
attoniti ad ammirare l´ultimo capolavoro appena realizzato. Prima o
poi, bisognerà accettare l´idea che la Eldo, tra le grandi d´Europa,
non ci è finita per sbaglio; che non è un ospite imbucato al
matrimonio del secolo, costretto ad abbuffarsi prima che lo scoprano e
lo caccino via tra il pubblico ludibrio. La Napoli del basket il posto
a tavola, come ama dire il suo presidente, se l´è conquistato con le
sue forze, sul campo. E sta facendo di tutto per tenerselo stretto.
Prima o poi bisognerà riuscire a convincersene.
Oggi, però, è inevitabile ripensare alla squadra di inizio stagione,
che arrancava alla ricerca dei meccanismi che l´avevano portata a
conquistare Coppa Italia, semifinali scudetto e qualificazione in
Eurolega. Che si affidava a un ragazzo, Thierre Brown, di sicuro
talento ma di incerta personalità, con il rischio di ritrovarsi, senza
neanche accorgersene, a un punto di non ritorno. E allora, la vittoria
di giovedì sera a Istanbul non può che assumere i contorni
dell´impresa, ottenuta però dalla stessa squadra che, quasi
sforzandosi di apparire ancora provvisoria dopo oltre 4 mesi
dall´inizio della stagione, con una guardia a fare da playmaker e
l´eterno dubbio se serva o no un altro lungo, è ormai a un passo dal
secondo obiettivo stagionale dopo la qualificazione alle Final Eight
di Coppa Italia.
«Merito soprattutto di un grande carattere: a Istanbul non abbiamo mai
smesso di credere che avremmo vinto, i fatti ci hanno dato ragione»,
spiega a mente fredda Bucchi, in ogni time out colto dalle telecamere
internazionali a ripetere ai suoi: «Believe it», credeteci. «Abbiamo
sofferto all´inizio, c´è stata qualche difficoltà nella marcatura di
Kambala e ai rimbalzi. Siamo andati sotto anche di quindici punti, ma
nessuno ha mai pensato che fosse finita, e questa è stata la nostra
forza», sottolinea il tecnico azzurro, legato alla Eldo da un
contratto che scadrà al termine della stagione. «C´è tempo per
discuterne», ripete da tempo l´allenatore, che di fatto è già oggi il
più vincente della storia del club. L´altro traguardo storico,
l´accesso alle Top 16, è lontano solo una vittoria: mercoledì
prossimo, al Palabarbuto, l´ultimo turno della fase regolare di
Eurolega contro la Benetton Treviso: un successo e la qualificazione
sarà assicurata, indipendentemente dal risultato delle altre due
squadre in corsa per il passaggio del turno, Aris e Pau Orthez, sulle
quali Napoli passerebbe in vantaggio per la classifica avulsa.
«Prima, però, dobbiamo vincere contro Treviso e ricordare che questo
risultato non è affatto scontato», avverte Tyrone Ellis, protagonista
assoluto della serata turca: 29 punti, 6 su 7 nel tiro da tre punti,
la capacità di prendersi sulle spalle i compagni nei momenti in cui
serviva un leader in campo. «La verità è che abbiamo giocato da
squadra vera e questo ci ha consentito di superare un avversario
fortissimo, che ha dalla sua parte un pubblico straordinario», osserva
Ellis.
Con la lunga e poco agevole trasferta in Turchia ancora sulle spalle,
Napoli deve già riportare l´attenzione sul campionato: domani si torna
in campo, sulla strada della Eldo c´è già Treviso, ma a ruoli
invertiti: i veneti hanno bisogno di vincere per accedere alla fase
finale della Coppa Italia, per Napoli la qualificazione è già
archiviata. Un intreccio infinito. E lunedì a Milano il sorteggio
della Final Eight di Coppa Italia, prime quattro da abbinare alle
squadre classificate dal quinto all´ottavo posto. La Eldo ci sarà:
sempre e comunque, protagonista su tutti i fronti. Ma questa non è più
una sorpresa.
fonte: la repubblica |